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Una mostra sui gatti al Museum of Cambridge

Il Museum of Cambridge si trova al White Horse Inn di Castle Street, una locanda del Seicento con scale tortuose e pavimenti irregolari. È un piccolo museo storico, aperto nel 1936 che oggi racconta oltre trecento anni di vita quotidiana, con stanze allestite e oggetti d’uso comune che fanno rivivere un mondo lontano.

museum of cambridge entrance

Qui, accanto alle collezioni permanenti e lungo tutto il museo, attualmente è visitabile la mostra Cats of Cambridge, che racconta la città attraverso il gatto, ed è esattamente lo sguardo che cerchiamo noi di Cats Museum. Tra gli oggetti in mostra ci sono biglietti di Natale a fisarmonica di inizio Novecento, cartoline e un telegramma di compleanno che alcuni abitanti di Cambridge si sono scambiati tra 1910 e 1963. 

greeting cat card dated 1922

Entrati in casa come cacciatori di topi, i gatti hanno presto invaso anche biglietti, cartoline e telegrammi, diventando un modo per dimostrare affetto alle persone care. Oggi popolano i social, e un pannello della mostra ricostruisce l’origine del Caturday, il sabato che il web dedica ai gatti. L’abitudine di mandarsi un gatto per dire “ti penso” viene da lontano, come dimostrano gli auguri di inizio Novecento, e su questo ci sentiamo decisamente chiamati in causa.

birthday cat card

I gatti si sono ritagliati il loro posto tra gli oggetti della collezione, proprio come sanno fare in ogni casa. Non mancano i gatti dei college, che a Cambridge hanno una lunga storia. Tra quelli ritratti nel libro Cambridge Cats (1994) c’è Thomasina di Pembroke College, così intelligente da meritarsi la dedica di una traduzione della Retorica di Aristotele.

cambridge cats by tony jedrej book cover

E poi c’è l’irresistibile gatto filosofo di “Cambridge Cats”, un articolo uscito nel 1891 su The Granta, la rivista degli studenti dell’università:

Nel mio attuale alloggio abita un gatto nero che, in mia assenza, ama appropriarsi delle mie stanze e di una certa sedia, sulla quale siede e guarda in silenzio fuori dalla finestra. Non riuscendo a trovare una causa per questi accessi di intensa astrazione filosofica, una volta ne chiesi il motivo alla padrona di casa, e lei mi disse che “guardava le foglie cadere”: un punto di vista estremamente pensoso e poetico.

Due gattini ci hanno svelato invece l’origine dei colori universitari. In un biglietto da visita di fine Ottocento, piccola fotografia colorata a mano, posano perfettamente con un nastro blu scuro per Oxford e uno azzurro per Cambridge. L’azzurro arrivò nel 1836, alla seconda regata tra le due università, quando un ex allievo di Eton propose per il nastro della barca di Cambridge il colore della sua scuola.

oxford and cambridge kittens

Nelle illustrazioni per l’infanzia di fine Ottocento di Randolph Caldecott i gatti suonano il violino e danno la caccia ai topi, mentre sui souvenir i gattini neri augurano “Good Luck from Cambridge” (in Gran Bretagna il gatto nero porta fortuna!).

black cat good luck themed pottery

Accanto a diverse illustrazioni l’immagine di un gattino invita a guardare bene e a scoprire i piccoli gatti nascosti nei dettagli. La caccia continua con The Manx Puzzle, un fazzoletto di cotone stampato di fine Ottocento, souvenir per i turisti dell’Isola di Man. Il gatto è un Manx, la razza dell’isola nota per non avere la coda, la cui sagoma è disegnata dallo spazio vuoto tra i rami di un albero. Chi vive con un gatto sa che cercarlo fa parte del gioco.

the manx puzzle

Musei piccoli e intimi come questo custodiscono la vita quotidiana di una comunità e aiutano a costruirla: le cartoline di famiglia, i souvenir e le fotografie dei gatti di casa prestate dagli abitanti sono una storia condivisa.

fitz and will cats

I gatti ci hanno guidato di stanza in stanza, e seguirli è stato un modo piacevole di esplorare il museo e di scoprire un lato silenzioso ma decisamente presente della città. Abbiamo continuato a seguirli anche fuori dal museo, grazie alla piccola guida Explore Cambridge with Fitz and Will.

Fitz e Will, i cui nomi insieme formano Fitzwilliam, sono i gatti protagonisti di una serie di libri illustrati per bambini, e qui accompagnano i lettori in una passeggiata per la città, con mappa e quiz, che si conclude al Fitzwilliam Museum, il museo d’arte dell’università. Ne abbiamo ricavato l’ennesima conferma che, quando si parla di gatti, c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare, e per il resto del soggiorno abbiamo girato per Cambridge osservando ogni cancello di college e ogni finestra di biblioteca, nella speranza di intravedere un gatto.

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