
I gatti di Venezia vivono sui davanzali, sulle soglie delle botteghe, sulle rive e a bordo delle barche. In una città senza automobili la distinzione tra la casa e la calle è per loro poco più di una formalità, e ne approfittano volentieri: in mezzo al viavai di turisti e trolley si ritagliano i loro spazi, dove si lasciano ammirare se e quando gli va.
Marianna Zampieri fotografa i gatti di Venezia dal 2015, e sa dove cercarli. Guardando le sue immagini una dopo l’altra sembra di attraversare un museo le cui sale sono sparse per la città, aperte a tutte le ore, e le cui opere si spostano, dormono e a volte non si fanno trovare.
Zampieri si definisce Catographer, un termine nato per gioco e diventato un mestiere. Fotografa in bianco e nero, cammina per la città senza una meta precisa e aspetta che siano i gatti a concederle l’accesso al loro mondo. Non posano e non compiacciono, e la fotografia arriva quando decidono loro.
Da questo modo di procedere sono nati la collana Cats in Venice, il progetto C-at Work, dedicato ai gatti che passano le giornate dietro ai banconi di negozi e botteghe, e Cat Advisor, una mappa collaborativa che segnala dove incontrarli, costruita sulle segnalazioni di chi scrive da ogni angolo del mondo.
Abbiamo passato una giornata con lei tra le calli, e abbiamo raccolto le storie che vi raccontiamo. Sono i ritratti di alcuni gatti e, insieme, quello della città che si sono scelti.

Bianchina
In Calle dei Stagneri, dentro un negozio di gioielli, vive Bianchina, una gatta di dodici anni arrivata dalla Cina. Il suo nome è la traduzione letterale del suo nome cinese che significa “piccola bianca”. Bianchina passa le giornate in negozio, al massimo si affaccia sulla porta senza mai uscire, e non ama essere presa in braccio o coccolata troppo a lungo. Ogni giorno i suoi umani le scelgono una collana diversa da indossare, e lei la sfoggia con il contegno di una vera aristocratica.

Van Gogh
Alla Giudecca vive Van Gogh, un gatto che passa buona parte delle sue giornate su una panchina in riva, godendosi la vista, oppure dentro un bar del quartiere, dove ha un posto tutto suo sui cuscini della panca vicino alla vetrina. Non è il gatto del bar. È più corretto dire che è il bar ad essere suo, e che lui (quando vuole) lo omaggia della sua presenza.

Saba
Saba vive vicino a una fondamenta molto frequentata ed esce ogni mattina da una piccola finestra di casa, presto d’estate e più tardi d’inverno. Da lì raggiunge spesso il giardino di un vicino asilo nido, passando per un ingresso secondario. Chi la conosce racconta che da piccola era molto più socievole e giocava spesso in calle, mentre ora, forse stanca di essere fermata di continuo da chi passa per accarezzarla, preferisce restare più sulle sue. Il giorno in cui è stata fotografata, in pieno carnevale, la calle era piena di gente, trolley e cani al guinzaglio.

Love
Love è arrivato a Venezia insieme al fratello Live dopo un anno e mezzo vissuto a Torino, dove era caduto dai tetti di un palazzo procurandosi un incidente alle zampe, per fortuna senza gravi conseguenze. Non essendo mai stati abituati a uscire, la loro umana Carmela ha scelto apposta un quartiere tranquillo, lontano dalla folla, con del verde intorno, e ha passato del tempo ad accompagnarli in giro per insegnare loro la strada di casa, fino a renderli liberi di girovagare da soli. Live è più riservato e preferisce le uscite notturne, mentre Love esce spesso, di giorno e di notte, ed è ormai conosciuto in tutta la zona, dalla farmacia al fruttivendolo, che gli lascia sempre qualcosa da mangiare e gli ha persino preparato una cesta apposta per i suoi riposini in negozio. Ma è il suo legame con Carmela a colpire di più: lei, durante la giornata, passa spesso ai giardini vicini e fischia, e poco dopo si vede un piccolo punto nero avvicinarsi veloce, con la coda dritta. Da lì in poi è un momento tutto loro, fatto di giochi e coccole in riva, spesso osservato da chi passa e si ferma a guardarli incantato.

Oliver
Oliver è nato da una gatta trovatella di Cannaregio ed è cresciuto con un interesse particolare per l’arte e i palazzi veneziani. Quando la sua famiglia viveva a Dorsoduro, si intrufolava regolarmente al museo Guggenheim e a Ca’ Dario, da dove è stato recuperato più volte, oltre che nelle aule del liceo artistico e dell’accademia di belle arti, arrivando fino all’aula di scultura. Più di un turista, colpito dalla sua socievolezza, ha provato a portarlo a casa propria in albergo, costringendo la sua famiglia a recuperarlo anche lì. Nel quartiere aveva più di una casa amica pronta ad accoglierlo per una coccola o una crocchetta. Oggi vive in un’altra zona della città, dove si dedica con lo stesso entusiasmo all’esplorazione dei ristoranti del vicinato, con una ciotola d’acqua che lo aspetta perfino in un negozio di ortopedia, e una preferenza dichiarata per un piccolo ristorante libanese della zona.

I gatti della Libreria Acqua Alta
Il nostro giro per Venezia finisce alla Libreria Acqua Alta, dove Marianna torna da anni: collabora con i librai e ogni anno realizza per loro il calendario dei gatti residenti, l’unico suo lavoro a colori. La libreria è la quintessenza di C-at Work, il progetto con cui racconta i gatti che trascorrono le giornate in negozi, attività commerciali e luoghi pubblici.
Qui i gatti vivono tra i libri e fanno quello che fanno tutti i gatti al lavoro: accolgono, osservano, rassicurano. Apparentemente non fanno nulla, e intanto sono presenze fondamentali. Si sono scelti un posto pieno di gente, di carta e di mensole su cui salire, e ci stanno benissimo.
Di storie da raccontare ce ne sarebbero troppe, perché in libreria i gatti si alternano e ogni tanto ne arrivano di nuovi, che imparano il mestiere muovendo i primi passi tra gli scaffali. Abbiamo scelto un ritratto corale, che di un posto così dice più di qualsiasi singola vicenda. Le fotografie che seguono ne ritraggono soltanto una parte. Per il resto, conviene andarci.
Marianna Zampieri ci ha fatto scoprire che Venezia, tra le tante cose, è anche un museo dei gatti. Sono storie che non finiscono mai, una per ogni finestra e ogni soglia, e una volta che le conosci la città non si attraversa più allo stesso modo.
www.instagram.com/marianna_catographer

Digital Gallery
Sfoglia le foto di Marianna Zampieri.

Intervista
Abbiamo avuto il piacere di parlare con Marianna Zampieri di fotografia, di gatti, di Venezia e delle sue collane fotografiche.