Cat Stole My Album ci ha colpiti fin da subito. Non per la semplice presenza dei gatti, ma per il modo in cui vengono presentati.
Non sono i soliti gattini carini e ammiccanti, addomesticati dall’estetica di internet: sono figure dotate di carattere, personalità capaci di reggere lo sguardo, la posa e il ruolo. Sono gatti che si prendono quello spazio simbolico solitamente riservato agli umani: alle rockstar, agli idoli, alle copertine diventate icone.
Abbiamo fatto due chiacchiere con chi ha ideato Cat Stole My Album per farci raccontare come nasce questo progetto.
Come è nato Cat Stole My Album, e chi c’è dietro?
Sono solo io. Un altro gatto di internet. Un gatto che vive in California.
In realtà tutto è partito da un altro account, Raccoon Stole My iPhone, che ho creato più di un anno fa. Era l’inizio dell’ondata dell’AI. L’idea era semplice: creare un procione influencer, generato con l’intelligenza artificiale, che raccontasse la sua vita e i suoi viaggi su Instagram. Oggi quell’account ha circa 225 mila follower.
Il progetto con i gatti invece è nato a parte. Mi divertiva l’idea di prendere copertine di album che amavo e sostituire quello che c’era sopra (molto spesso una persona) con un gatto. Ho iniziato a sperimentare con qualche strumento di editing AI, infilando gatti ovunque, e la cosa mi faceva ridere. Ho pensato: se fa ridere me, probabilmente farà ridere anche altri. Quindi perché non pubblicarlo?
All’inizio facevo solo copertine di album modificate, ma non stavano funzionando granché. Poi un giorno mi è venuta un’idea: prendere canzoni che amo, soprattutto rock, metal ed emo, e creare sequenze di immagini sincronizzate con i testi, usando gatti generati con l’AI. In pratica dei lyric video, ma con i gatti che ribaltano completamente il senso delle parole.
Ho due gatti che sono due veri fighi, quindi l’ispirazione era lì, sotto i miei occhi. Prendere musica conosciuta e reinterpretarne i testi attraverso le azioni e le pose dei gatti. È lì che il progetto è decollato.
Qual è il tuo processo creativo quando costruisci un post? Parti dall’album o dal gatto?
Dipende. A volte parto da una richiesta che trovo nei commenti e l’idea arriva subito, chiarissima. Altre volte vedo una foto di un gatto (generata con l’AI o inviata da un follower) e scatta immediatamente l’associazione con una canzone o con un verso preciso.
Il vero lavoro creativo sta nel concept: prendere testi che tutti conoscono e dare loro un significato completamente nuovo attraverso i gatti. Una volta definito quello, si tratta di trovare (o creare) le immagini giuste, metterle in sequenza sulla musica e far funzionare ogni singolo stacco nel montaggio.
Concept e montaggio sono le due metà del processo creativo.
Di chi sono i gatti che compaiono nelle foto? Sono tuoi? Sono veri?
È un mix. Molto spesso i gatti sono generati con l’AI, ma per me la cosa fondamentale è che l’immagine funzioni. Se mi provoca una reazione emotiva forte, non mi interessa se sia reale o no: deve colpire, punto.
Ma ci sono anche moltissimi gatti veri. I follower scrivono continuamente in DM raccontando le storie dei loro gatti. Alcuni non ci sono più, altri sono gatti salvati dalla strada che cercano casa, altri ancora sono semplicemente gatti di persone che vorrebbero vedere il proprio amico in un video.
Di solito mandano una foto, una canzone che amano e un po’ di contesto. Io prendo tutto questo e cerco di trasformarlo in un lyric reel.
Finora, chiunque abbia visto il proprio gatto in un video di Cat Stole My Album ha adorato il risultato. Li rende felici. E questa cosa, inevitabilmente, rende felice anche me.
Come scegli quale album o artista “rubare” per i tuoi video?
Molta ispirazione arriva dai commenti. I follower mi chiedono canzoni in continuazione. Me le segno tutte, e per ora ho una lista di circa 800 o 900 richieste. Ogni mattina la scorro e vedo se qualcosa accende un’idea.
Se leggo una richiesta e mi viene subito in mente un’immagine che mi diverte, mi metto a lavorarci immediatamente. Tendo a scegliere canzoni che mi piacciono davvero, ma a volte scommetto anche su brani che non conosco bene, e finisco per scoprire musica nuova. Quindi la cosa funziona alla grande in entrambi i sensi.
I video sono montati benissimo, il ritmo è perfetto. Come li realizzi? Lavori con un team o fai tutto da solo?
Anche se sono un gatto, in una vita precedente sono stato direttore creativo e montatore video per circa vent’anni. Per questo il montaggio per me è centrale. Ogni frame conta.
Ci sono due elementi che fanno funzionare davvero questi video. Il primo è il concept: trovare un modo per dare ai testi esistenti un nuovo significato attraverso i gatti. Il secondo è il montaggio. Il montaggio deve funzionare al millisecondo, perché è lì che si gioca l’esperienza di visione. Se il timing è sbagliato, crolla tutto.
E no, non c’è nessun team. Ci sono solo io. Io e i gatti.

Perché Cat Stole My Album ci interessa.
Perché qui il gatto non è un filtro. È un linguaggio.
L’utilizzo dell’AI non è un espediente, ma uno strumento mosso da un’intenzione culturale. L’ironia convive con una cura formale estrema. E perché, ancora una volta, il gatto si rivela un portatore di senso, sia estetico che narrativo.



