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Intervista a Sabrina Risuleo

La prima curiosità riguarda la radice della tua ricerca: sei diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti e hai proseguito i tuoi studi dedicandoti al Disegno Anatomico. Come è nato questo approccio interdisciplinare? E quanto influisce la ricerca scientifica sul tuo immaginario artistico?

Ho iniziato ad amare l’anatomia frequentando il liceo artistico, dove, per rappresentare il corpo umano, dovevamo studiare ossa e muscoli. Durante il periodo dell’Accademia, sono venuta a conoscenza della Scuola di Disegno Anatomico all’Università della Sapienza di Roma, promossa dal mio insegnante di anatomia artistica, un medico innamorato degli artisti. Con il disegno anatomico ho attraversato l’anatomia passando dal mondo macroscopico a quello microscopico. Ogni volta che studio un preparato istologico non riesco a non pensarlo come una composizione astratta.

Anatomia Felina mostra i sensi dei gatti attraverso acquerelli digitali che rivelano dettagli invisibili all’occhio umano. Come ti avvicini alla rappresentazione scientifica quando lavori? Che cosa ti affascina di più dell’anatomia del gatto?

Prima di realizzare un’illustrazione scientifica, mi documento su testi di anatomia e, soprattutto, studio le immagini già realizzate. Leonardo scrive: “Il più piccolo felino, il gatto, è un’opera d’arte”, ed è proprio così. Tutto il corpo del gatto è affascinante, ma i suoi sensi sono incredibili.

Le tue tavole trasformano elementi biologici (papille, vibrisse, retine, organi olfattivi) in immagini delicate. Come nasce una tua illustrazione? Puoi raccontarci il tuo processo creativo?

Innanzitutto, ricerco tutto il materiale esistente. In base a ciò che trovo, inizio a elaborare un’immagine diversa e, soprattutto, nuova.

Un collage di occhi di gatti dipinti da Sabrina Risuleo

Il progetto è strutturato in cinque sezioni, ognuna dedicata a un senso. Da illustratrice, qual è stato il “superpotere” felino più complesso da rendere visivamente? O che ti ha emozionata di più? 

Da sempre, gli occhi dei gatti sono la parte anatomica che mi affascina di più; trovo che siano meravigliosamente complessi. Nel 2020 ho ricominciato a dipingere, scegliendo proprio il tema degli occhi di gatto, così grandi e colorati, sempre diversi e unici, il che mi ha portato a realizzare numerosi ritratti di questi splendidi animali.

In un’epoca in cui la tecnologia permette ricostruzioni 3D dettagliate e l’intelligenza artificiale può elaborare dati complessi per osservare il mondo con nuove prospettive. Secondo te, cosa riesce a comunicare la pittura che la tecnologia, da sola, non può trasmettere?

Nel caso della pittura, la mano dell’uomo-artista non ha eguali nella sua interpretazione del mondo. Personalmente trovo fredde le immagini create con la tecnologia, per quanto siano realizzate in maniera perfetta.

L’anatomia del gatto è spesso citata come esempio di straordinaria efficienza biologica, rimasta quasi invariata nel tempo. C’è un elemento anatomico che ti ha incuriosito o che non ti aspettavi di scoprire durante il tuo lavoro?

Mi affascina la complessità del senso dell’olfatto, a partire dalla cavità nasale, molto articolata, fino ad arrivare agli organi di Jacobson, che, quando attivati, fanno assumere ai gatti quella particolare espressione.

Flehmen – acquerello digitale di Sabrina Risuleo

Il tuo lavoro si inserisce in un momento storico in cui i gatti dominano l’immaginario digitale. Come vivi questa popolarità felina sul web? Pensi che aiuti o ostacoli una visione più rispettosa e consapevole del gatto?

I gatti erano molto ammirati anche nell’antichità. Il web li ha riscoperti e devo dire che sono star perfette. Purtroppo questa popolarità ha i suoi pro e contro: nonostante tanti professionisti, soprattutto veterinari, cerchino di educare a comportamenti sani, ci sono tanti che per qualche like in più usano i gatti come giocattoli.

Ci sono illustratori, pittori, scienziati o riferimenti non artistici che hanno influenzato il tuo stile e il tuo approccio?

Nell’illustrazione anatomica, un punto di riferimento è Frank H. Netter, medico e illustratore anatomico. Le sue tavole sono ricche di colore e molto dettagliate, molto apprezzate dagli illustratori di anatomia e dai medici.

Frank Netter nel suo studio

Qual è il tuo primo ricordo di un gatto?

Una mia carissima amica viveva in casa con diversi gatti. Durante una mia visita, mi sono seduta sul divano e poco dopo mi sono ritrovata sommersa dai gatti, che si sono addormentati su di me. Un ricordo bellissimo.

Per scoprire di più su Sabrina Risuleo visitate il suo sito o seguite il suo account Instagram @4_zampe_2_ali_1_pennello

ANATOMIA FELINA

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