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Sabrina Risuleo: Anatomia Felina

I sensi del gatto non sono una versione potenziata dei nostri: sono un altro sistema di lettura del mondo. Immaginarli è un atto di ascolto e di attenzione, un modo per sospendere il nostro punto di vista e accedere, anche solo per un momento, a un’altra percezione della realtà.

Leonardo da Vinci scriveva: “Il più piccolo felino, il gatto, è un’opera d’arte”. Con Anatomia Felina questa intuizione prende forma visiva, riportando l’attenzione sul corpo del gatto come punto di incontro tra meraviglia scientifica e immaginazione artistica.

Le illustrazioni ad acquerello digitale di Sabrina Risuleo si concentrano su  dettagli normalmente riservati allo studio specialistico, rivelando il sistema sensoriale felino come un insieme perfettamente integrato. Il percorso si articola attorno a cinque aree fondamentali: olfatto, gusto, udito, vista e tatto. Cinque “superpoteri” che spiegano perché il gatto non si limita ad abitare lo spazio, ma lo anticipa, lo interpreta, lo governa.

Diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma e in Disegno Anatomico all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Sabrina Risuleo costruisce il proprio lavoro sul dialogo tra osservazione scientifica e interpretazione artistica. Le sue immagini traducono l’invisibile in forma, rivelando come la complessità sensoriale del gatto sia la chiave della sua straordinaria capacità di percezione.

Anatomia Felina invita così a guardare il gatto oltre la dimensione domestica, come uno degli esempi più riusciti di evoluzione biologica: un organismo in cui struttura, funzione e capacità sensoriali raggiungono un equilibrio raro e sorprendente.

Olfatto

Per il gatto, l’olfatto è il senso guida

Il gatto possiede un numero di recettori olfattivi enormemente superiore a quello umano (200 milioni di recettori olfattivi contro i nostri 5 milioni) e utilizza gli odori per riconoscere individui, tracciare confini, interpretare stati emotivi e leggere l’ambiente.

L’organo di Jacobson

L’essere umano affida soprattutto alla vista il proprio orientamento nel mondo. Il gatto, invece, costruisce una mappa invisibile fatta di segnali chimici. Attraverso l’organo vomeronasale, situato nel palato, intercetta informazioni che per noi non esistono come odori, ma che per lui sono veri e propri messaggi.
È per questo che, a volte, lo vediamo arricciare il labbro e restare immobile: sta praticando il flehmen, una sorta di “degustazione” olfattiva.

Gusto

Il gusto come selezione

Per l’essere umano, il gusto è esperienza, piacere, racconto. Il dolce occupa un ruolo centrale nella nostra alimentazione e nella nostra cultura. Il gatto, invece, vive il gusto in modo essenziale: non percepisce il dolce e possiede un numero molto ridotto di papille gustative rispetto all’uomo; è invece molto sensibile ai sapori amari e alle componenti chimiche della carne.

Un piccolo capolavoro evolutivo

Le papille del gatto, costituite di cheratina e ricurve come minuscoli uncini, permettono di pulire il mantello, strappare carne dalle ossa e persino trasportare l’acqua in bocca.

Udito

Le orecchie del gatto sono sofisticate antenne paraboliche

Con 32 muscoli per padiglione, le orecchie del gatto possono ruotare indipendentemente, captando suoni da qualsiasi direzione con straordinaria precisione. L’orecchio umano ha confini ben definiti: oltre una certa soglia, il suono scompare.
Il gatto ascolta molto più in là. Frequenze che per noi non esistono diventano segnali utili, tracce di movimento, indizi di presenza.

Un radar naturale

All’interno dell’orecchio, coclea e ossicini trasformano le vibrazioni in segnali nervosi dettagliati. Il risultato è un udito fine, selettivo e direzionale: un radar naturale per cacciare, esplorare e orientarsi nell’ambiente con sicurezza. I gatti possono localizzare un suono in meno di un battito di ciglia.
Il silenzio, così come lo intendiamo noi, per il gatto non è vuoto: è uno spazio abitato, ricco di informazioni che orientano il comportamento.

Vista

La super vista dei gatti

Gli occhi del gatto sono progettati per cacciare nell’oscurità. La sua pupilla verticale si dilata fino a diventare una grande apertura che lascia entrare molta luce, mentre la retina è ricca di bastoncelli, cellule sensibili alla luminosità anche minima.
In condizioni di scarsa luce, dove l’occhio umano perde informazioni, il gatto continua a orientarsi con sicurezza. Le forme restano riconoscibili, il movimento leggibile.

Il tapetum lucidum, una struttura riflettente posizionata dietro la retina, amplifica ulteriormente la luce: è il motivo per cui gli occhi dei gatti brillano al buio.
La visione dei colori è più limitata della nostra, ma la percezione del movimento è straordinaria. Il campo visivo è ampio, e la capacità di messa a fuoco rapida aiuta a localizzare le prede anche quando si muovono molto velocemente.

Tatto

Vibrisse, pelle e zampe: un sistema di sensori

Il tatto è uno dei sensi più raffinati del gatto, grazie a vibrisse, recettori cutanei e sensibilità delle zampe.
Le vibrisse non sono peli comuni: ogni follicolo è ricco di nervi e vasi sanguigni, trasformandole in sensori che misurano spazio, rilevano movimenti impercettibili e guidano la caccia, soprattutto al buio. Le vibrisse rilevano movimenti dell’aria, distanze e ostacoli, fornendo informazioni senza bisogno di contatto diretto.

Ogni passo legge la realtà.

Le zampe completano questo sistema, percependo consistenze, vibrazioni e micro-movimenti nel terreno. Insieme, vibrisse e zampe permettono al gatto di leggere l’ambiente con precisione millimetrica, trasformando ogni superficie in informazione e ogni passo in esplorazione.
L’essere umano esplora lo spazio soprattutto con la vista e con le mani. Il gatto, invece, lo legge in anticipo, trasformando ogni movimento in una scelta misurata.

Tavole Anatomiche

Intervista a
Sabrina Risuleo

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